Come si conviene in ogni passabile gruppo umano, risulta quantomai opportuno fare delle presentazioni. Né eccessivamente formali essendo ben poche le posizioni in società da puntellare, né troppo informali avendo ancor meno cose o, peggio, esigenze da vendervi. Al momento per lo meno.

Questo vuoto che intendiamo colmare col nome de “ilparadigma” altro non è che un luogo di riflessione, divulgazione, racconto e rappresentazione della Realtà, con l’imperial maiuscola..

Non che si sia gli unici con tale intento, tuttavia si è assai fiduciosi nella bontà delle nostre esperienze personali e, sì, anche un po’ della nostra cultura…facendo una media. Che è già qualcosa.

Chi costituisce ad ora il nucleo esoterico di questo blog risponde ai nomi di Eduardo Zarelli, intellettuale ai più noto come editore della ben nota “Arianna Editrice” e Alessandro Cavazza, videogiornalista, autore e documentarista, l’uno figlio postumo della atmosfera radicale degli anni settanta, l’altro barcamenatosi nella noia degli anni novanta alternativi nel quale tutto iniziava ad avere il sapore neutro dell’Amuchina.

Insomma, due reduci di sé stessi e di mondi generazionali sovrapposti che, per le bizzarrie della Storia, si sono trovati a convergere sulla medesima impressione: che forse da un lustro la storia si sia davvero rimessa in moto spazzando via il frusto ologramma liberale.

Ogni generazione, si intende, ha avuto la propria Stalingrado e fino a poco tempo fa ci eravamo forse tutti così assuefatti all’assedio da crederlo pace, nondimeno, mentre la morsa della fame prolungata stringe le viscere di tutti, come per benedetta controindicazione molti iniziano anche a serrare le fila. Il dissimile si riscopre affine, i nemici si distinguono con maggiore chiarezza e senza fraintendimenti, gli stendardi, loro malgrado, si ricompongono e le nostre società paiono scalpitanti nel trovare il proprio posto nella battaglia a venire.

Dopo venticinque interminabili anni liberali su tela rosé, ecco che si ricomincia a sentire il vecchio sottofondo caro alla Storia col suo fastidioso clangore di realtà. Piaccia o no, si risentono i cingoli che sferragliano, gli scarponi che schiacciano il selciato e le masse che salmodiano.

Finisce così il nostro Roccocò pezzente, le donnine nude sbiadiscono nei lacrimogeni, forse nelle mimetiche, e come i quadri galanti e libertini del secolo decimo ottavo fecero posto ai rigidi Orazi e Curiazi di David, così ai gioiosi pride odierni, altre masse si sostituiranno, ugualmente minacciose ma ben più reali.

Parafrasando quello che fu il Consorzio Suonatori Indipendenti diremo che “Ritorna il mondo giovane e forte, odorante di sangue fertile, rigoglioso di lotte, moltitudini, splenderà, pretenderà molto, famiglie, donne incinte, sfregamenti”

Ecco. Tutto ciò vuole essere ilparadigma: uno sguardo su questo mondo imprevisto e solo un lustro fa imprevedibile nel quale la Storia, con buona pace di Fukuyama, torna ad incedere guascona sulla terra, indifferente alla nostra disperata fiacca.

A Ilparadigma non mancano i mezzi, non mancano le idee e sul vil danaro… beh ci si arriverà presto o tardi, perché anche noi si ama la bella vita.

Fatte quindi le dovute presentazioni deponiamo deferenti ai piedi del nostro popolo le oblique intelligenze di cui ci hanno dotati le nostre nottate di studio, le nostre riflessioni solitarie, le intuizioni collettive e, su tutte, le sonore cantonate prese da due persone che sommate forse costituiscono un secolo di vita.

Ci offriamo con moderata generosità, auspicando di diventare, assieme a voi, piccola moltitudine. Popolo che poco ama la caciara del polemista e ancor meno il silenzio del pavido…finché dura…