Per molti versi l’Emilia Romagna e Bologna in particolare ricordano la Contea degli Hobbit nel Signore degli Anelli, questo popolo di persone piccole…di statura, laboriose, molto interessate ai fatti priori e diffidenti verso l’esterno. La differenza è che  da noi la contea è in piena Mordor e il “Nero Cancello” protegge molti dal freddo mondo esterno che, spesso, gli emiliano romagnoli vedono come peggiore o non vedono affatto salvo che per farvi emigrare i figli laureati perché, altro plinto morale che si sta radicando in regione, la fuga dei cervelli non è il degradarsi di legami familiari e nazionali ma manifestazione di orgoglio europeista o saggio adattamento al progresso.La verità è che il vincitore in Emilia Romagna è l’Apparato e la mentalità che ha diffuso e ciò lo rivela il fatto che dei 180000 voti in più ottenuti dal centrosinistra, 130000 siano a Bologna, ovvero la città degli apparati, del polo ospedaliero con funzionari pubblici e medici dall’altro stipendio o comunque dalla maggiore stabilità economica pseudo pubblica, dei fuori sede residenti che sin dai tempi della università son stati educati a mostrare indifferenza quando non aperto  disprezzo verso l’identità popolare locale del resto da decenni ridotta a mero folklore calcistico o culinario. E’ la città degli uffici regionali e comunali e del polo ferroviario coi suoi tanti dipendenti, della convenzione tra centri sociali occupati e comune,  è la città dell’Unipol e di UGF Banca e la sede di molte importanti cooperative piccole e grandi nonché dell’università da sempre ostile a prospettive identitarie e sovraniste. E’ la città della rete territoriale dei centri anziani che votano per coazione a ripetere e che si spendono direttamente facendo campagna elettorale, è la città di Prodi e delle Sardine alla cui spontaneità nessuno crede ma senza tuttavia spingere a fare il salto ulteriore verso la indignazione per una manipolazione tanto patetica quanto offensiva verso l’altrui intelligenza.Questo “partito interno”, un po’ facendo eco ad Orwell, presenta poi vaste aree di contiguità parentale o di interesse al di fuori di sé che ne amplificano il consenso.Bologna è anche la città delle cosiddette multinazionali tascabili e dei suoi dipendenti pare ben tutelati e che per certi versi vivono una esistenza più simile a quella dei nostri padri che a quella dei loro coetanei precari. E un dipendente tutelato, va da sé, probabilmente è immune a prospettive di lotta o a mettere in discussione tradizioni politiche consolidate.Si potrà dire anche che in Emilia Romagna si sta bene rispetto ad altre aree e ciò è pur vero, ma è pur vero che si sta peggio, e di molto, rispetto  al passato ed essendo evidente il tradimento delle masse da parte della sinistra, se c’è un luogo nel quale avrebbe dovuto farsi strada una forma di dissenso popolare essa avrebbe dovuto essere proprio questa, e in parte così è stato ma non a sufficienza. Ma si sa gli Hobbit sono pacifici, gli piace fare il proprio sonnellino pomeridiano e godersi le frequenti merende. E poi al Pilastro gli Urukai vendono  della Erbapipa che non si trova nemmeno ad Amsterdam. E vi pare poco?